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La
Casa Italiana Zerilli-Marimò, sede del programma degli studi italiani presso la New York Univerity, è nata grazie a una generosa e lauta donazione della Baronessa Mariuccia Zerilli-Marimò.
La donazione consentì di comprare e restaurare completamente la palazzina ottocentesca - patrimonio architettonico del Greenwich Village - situata al numero 24 della dodicesima strada, tra la quinta e la sesta avenue, a pochi isolati da Washington Square.
Durante la conferenza stampa che annunciò il progetto (tenutasi il 9 maggio 1988), il dottor Brademas, allora rettore della New York University, affermò che la lungimirante generosità della Baronessa Zerilli-Marimò avrebbe permesso all'Università di sviluppare un vero programma di relazioni culturali e di rafforzare i legami scientifici con la civiltà di Dante Alighieri, di Leonardo da Vinci e di Michelangelo.
a Baronessa, la quale fa parte del Consiglio di Amministrazione dell'Università, in quell'occasione affermò che il progetto sarebbe stato un omaggio permanente e costruttivo alla memoria del marito Guido Zerilli-Marimò, uomo di grande cultura, oltre che importante capitano d'industria, permettendo di approfondire la conoscenza della cultura e della civiltà italiana negli stati Uniti, paese per il quale ella e Guido Zerilli-Marimò hanno sempre nutrito un affetto sincero.
L. Jay Oliva, allora cancelliere, quindi rettore della NYU, dichiarò che la Casa Italiana Zerilli-Marimò sarebbe stata la nuova risorsa accademica e culturale dell'Università. Questa, d'altro canto, sarebbe divenuta un motivo d'orgoglio anche per la comunità italoamericana, offrendo ai suoi figli un prestigioso luogo di studio e di incontro.
La Casa Italiana Zerilli-Marimò fu inaugurata il 13 novembre 1990, dopo due anni di fervidi lavori di costruzione e restauro.
Da allora in poi, la Casa non ha mai smesso di essere all'altezza delle aspettative e delle speranze che furono espresse al momento della sua fondazione.
Innanzitutto, fornendo una sede autonoma e adatta al dipartimento di italiano, prima accorpato a quello di francese, essa ha consentito un notevole sviluppo degli studi di italianistica. Il corpo dei docenti si è ampliato e diversificato, includendo progressivamente esperti di tutti i periodi della letteratura italiana, oltre che delle discipline connesse: dalla teoria politica al cinema alla storia della scienza alle arti figurative.
Inoltre, la Casa svolge un ricco e qualificato programma di promozione culturale extra accademico. Iniziato dal primo direttore della Casa, Professor Luigi Ballarini, con l'avvio di convegni letterari di grande interesse, il programma fu poi sviluppato e intensificato da James Ziskin, sotto la cui direzione (dal 1993 al 1998) il calendario degli eventi si ampliò in notevole misura e arrivò a ospitare anche iniziative musicali e artistiche.
Sotto la direzione di James Ziskin si consolidarono anche i rapporti di collaborazione con le altre istituzioni culturali italiane presenti a New York; e la cooperazione con i vari dipartimenti della New York University divenne concreta.
Nel 1998 la direzione della Casa è passata al Professor Stefano Albertini. Grazie al suo assiduo impegno, alla sua grande capacità relazionale, al suo profondo interesse per la cultura italiana e internazionale, la Casa è divenuta un centro privilegiato di promozione e di discussione culturale per l'intera città di New York.
La Casa Italiana Zerilli-Marimò, inoltre, opera attivamente con le altre istituzioni analoghe all'interno dell'università attraverso programmi di studio di alto livello accademico e di grande impatto divulgativo che fanno della New York University uno dei maggiori centri di studi europei e internazionali del mondo. |